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Installatore impianti FER (D.lgs 28/2011) | Archivio News | Studio Ferroli Associati s.a.s. di Ferroli Livio & C.


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Installatore e manutentore straordinario di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili (art. 15 c. 2 D. Lgs 3 marzo 2011 n.28)

  

L'articolo 15 del D.Lgs. 28/2011, recante "Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE" ha introdotto un sistema di qualificazione per gli installatori di impianti da fonti rinnovabili (c.d. installatori FER).

Chi è coinvolto?
Sono ricomprese nel decreto tutte le attività  di  installazione  e  manutenzione  straordinaria  di  caldaie,  caminetti  e  stufe  a  biomassa, sistemi  solari  fotovoltaici  e  termici  sugli  edifici,  sistemi  geotermici  a  bassa  entalpia e di  pompe  di calore.  Dal  1°  agosto  2013  gli  impianti  sopra  descritti  potranno  essere  installati  solo  da  chi  è  in possesso della qualificazione prevista. Le professioni soggette al D.lgs 28/2011 individuate dall'allegato 1 dell'accordo Conferenza regioni e province autonome del 24 gennaio 2013 sono i seguenti codici ISTAT /NUP: 6 Artigiani e operai specializzati e agricoltori; 6.1.3.6 Idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e di gas; 6.1.3.6.1 Idraulici nelle costruzioni civili; 6.1.3.6.2 Installatori di impianti termici nelle costruzioni civili; 6.1.3.7 Elettricisti nelle costruzioni civili ed assimilati; ed i seguenti codici ateco 2007: 35.30 Fornitura di vapore e aria condizionata; 36.00 Raccolta, trattamento e fornitura di acqua; 43.22 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell'aria. In particolare, la norma fa riferimento al possesso dei requisiti tecnico-professionali del DM 37/2008 relativamente al Responsabile Tecnico (titolare e/o legale rappresentante).


Quali sono i soggetti che devono qualificarsi?
Tutti gli installatori FER (anche quelli abilitati secondo le lettere a) e b) art. 4 c. 1 D.M. 37/2008) devono obbligatoriamente affrontare un ciclo di aggiornamento di 16 ore in 3 anni  (vedi comma 1, lettera f) allegato 4 al d.lgs. 28/2011) a partire dal 01 Agosto 2013.

I soggetti esclusi dalla qualificazione attraverso la formazione (frequenza di un corso ed esame abilitante ), c.d. qualifica automatica di "diritto", sono coloro che hanno conseguito:

  • un diploma di laurea in materia tecnica specifica presso università statale o legalmente riconosciuta;
  • diploma o qualifica al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore delle attività interessate seguiti da un periodo di di inserimento nel mondo lavorativo di almeno 2 anni alle dirette dipendenze di un'impresa del settore (per la lettera d impianti idrici e sanitari il periodo è di 1 anno)

Mentre, i soggetti coinvolti nella formazione abilitativa sono tutti coloro in possesso di un titolo o attestato conseguito in materia di formazione professionale, previo periodo di inserimento, di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di un'impresa del settore (per le attività della lettera d impianti idrici e sanitari è di 2 anni). Il D.lgs 28/2011 di fatto non contempla titoli di studio inferiori (licenza media) o la sola dichiarazione di conformità di operaio specializzato. Per colmare questo vulnus le Regioni (a cui difatto è demandata la responsabilità di attuazione del decreto - standard formativi) stanno predisponendo appositi "scivoli" ad es. corsi ad hoc o riconoscimenti di crediti formativi, per non escludere dal mercato moltissime realtà ricadenti in questo status.

 

Cosa devo fare per qualificarmi e continuare ad operare?
L'unica soluzione è partecipare a corsi di formazione legalmente riconosciuti. Al fine di adottare linee guida condivise per lo svolgimento di tali corsi di formazione, il 24 gennaio 2013 la Conferenza delle Regioni e Province Autonome ha approvato un documento sullo standard formativo per l'attività di installazione e manutenzione straordinaria di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili, ai sensi del d.lgs. 28/2011. Pertanto solo la formazione erogata attraverso gli organismi accreditati/autorizzati dalle Regioni e dalle Province Autonome può essere riconosciuta.

Il percorso formativo ha una durata di 80 ore così suddvise:

  • 20 ore di modulo unico comune per tutti e 4 i settori individuati (biomasse per usi energetici, pompe di calore per riscaldamento, refrigerazione e produzione di ACS, sistemi solari termici, sistemi fotovoltaici e fototermoelettrici)
  • 60 ore per i moduli specifici di settore., comprensive di 20 ore di pratica

al termine del corso dovrà essere sostenuto un esame finale (ammissione solo con la frequenza di almeno l'80% di corso), costituito da una prova teorica e pratica al cui esito positvo viene rilasciato l'attestato di qualificazione.

 

in allegato potete trovare maggiori informazioni.

NEW !!!
>> Recepimento Regione Veneto
 decreto legislativo 3 marzo 2011 n. 28 

 Conferenza delle Regioni e delle Province autonome 13/008/CR10b/C9 24 gennaio 2013 



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